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Politica

Niente gioco d’azzardo nel centro urbano, il Tar ha dato ragione al Comune di Reggio

Il tribunale amministrativo regionale di Parma ha dato ragione al Comune di Reggio Emilia nella battaglia che ha visto contrapporsi l’ente locale, che lo scorso maggio aveva firmato un’ordinanza per disporre la chiusura del centro scommesse Admiral (aperto a fine 2012 nella centrale via Cassoli, a pochi metri dal municipio), e la società proprietaria di quella sala da gioco, l’Adria Gaming Bolzano srl.GiocoAzzardo

Il Tar ha infatti respinto il ricorso presentato da quest’ultima contro l’amministrazione cittadina che, con un’ordinanza del 7 maggio, aveva imposto entro 90 giorni dalla firma dell’ordinanza stessa “il ripristino dello stato dei luoghi” adibiti dall’Adria Gaming a sala videolottery – con la demolizione delle opere edilizie realizzate per ristrutturare i locali – e la conseguente chiusura del centro scommesse. Per conoscere nel merito il giudizio del Tar si dovrà però attendere fino al 18 settembre, quando saranno depositate le motivazioni.

Se la questura, in mancanza di strumenti adatti a impedire l’apertura dell’Admiral dopo le pressanti proteste dei residenti, aveva dovuto concedere le autorizzazioni necessarie all’apertura della sala vlt, il Comune aveva ribattuto andando a verificare prontament le autorizzazioni della società e scoprendo che l’Admiral risultava priva della necessaria “compatibilità di destinazione urbanistica”.

L’insediamento di un’attività di videolottery, infatti, rientra nell’uso urbanistico “b14″, quello delle “attività ricreative con problematiche d’impatto”, e non nell’uso “b2″ dedicato ai pubblici esercizi, l’unico consentito nell’area di via Cassoli e della cosiddetta “città storica”: impossibile, dunque, anche poter solo ipotizzare un cambio di destinazione d’uso, che difatti non era mai stato autorizzato.

Gli accertamenti del maggio del 2012, relativamente alle opere di manutenzione straordinaria effettuati all’interno dei locali – che prevedevano la demolizione di tramezze, la realizzazione di pareti in cartongesso, controsoffittature e quanto altro – non avevano riscontrato nulla di anomalo. Un problema, però, era emerso e riguardava un aspetto tutt’altro che secondario: lo stesso insediamento della specifica attività “Vlt” (Video Lottery Terminal). Questa – per parlare in termini tecnici – rientra infatti nell’uso urbanistico b14 (attività ricreative con problematiche di impatto) e non nel b2 (pubblici esercizi). Per altro, il solo possibile in quella zona. E qui sta il nocciolo della questione: stando al Rue, la “conversione” non è possibile nella zona urbanistica in cui l’immobile di via Cassoli 1 ricade, ovvero il comparto Acs2 (Città storica – prima espansione novecentesca). Quindi se, in seguito al controllo effettuato da parte del personale della polizia municipale insieme al tecnico del Comune nel dicembre dello scorso anno, l’immobile dal punto di vista edilizio è risultato essere conforme, sono stati gli usi del locale a essere finiti definitivamente sotto accusa.

http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?idSezione=51659

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