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Ambiente

Il Pianista Fuori Posto nella “Fabbrica degli Orrori”

pianoforte_aziendaIl primo maggio concerto nella ex Tricom Galvanica

Le note del pianoforte di PAOLO ZANARELLA nella «fabbrica degli orrori»
Il primo maggio concerto nella ex Tricom Galvanica
VICENZA - E’ stato un evento molto particolare quello organizzato per la sera di mercoledì 1 maggio dal comune di Tezze sul Brenta (Vicenza). Nel giorno della festa del lavoro e dei lavoratori il sindaco Valerio Lago è tornato eccezionalmente a riaprire i cancelli dell’ex Tricom Galvanica Pm, l’industria finita più volte sulla stampa nazionale per una vicenda di inquinamento.  Alle 20.30, all’interno dello stabilimento, si è tenuto un concerto «live» di musica classica che ha visto come protagonista Paolo Zanarella, musicista e compositore, conosciuto in Italia come il «pianista fuori posto», visto che è abituato a portare il suo pianoforte a coda nei posti più impensabili.
Il concerto è stato preceduto da una doppia visita guidata all’interno dello stabilimento. L’evento musicale, con ingresso libero al pubblico, è stato intitolato semplicemente «Concerto 1 Maggio 2013 – In memoria dei Lavoratori dell’ex Tricom Galvanica PM», mentre il concerto è stato a sua volta presentato come un «Viaggio in pianoforte: note di musica verso la luce, lungo il percorso tracciato dalla verità». «L’ex Tricom Galvanica PM – ha spiegato durante la presentazione alla stampa il sindaco Valerio Lago – è tristemente nota come uno dei più grandi casi di inquinamento da cromo esavalente delle falde acquifere esistente in Europa». «Con questa iniziativa – ha aggiunto il sindaco, accompagnato nell’occasione dall’europarlamentare Mara Bizzotto - abbiamo voluto ricordare e commemorare i lavoratori di questa “fabbrica degli orrori” in un giorno significativo come il primo maggio». (Ansa)

APPROFONDIMENTI:

TEZZE SUL BRENTA (Vicenza) — Un barattolo con del liquido giallo. Il sindaco di Tezze sul Brenta, Valerio Lago, tiene in mano «il mostro» che per anni ha avvelenato la zona. Si tratta di un campione d’acqua prelevato poche settimane fa dalla falda che sta sotto alla «Tricom Galvanica», l’industria al centro del più grave scandalo di inquinamento da cromo esavalente mai registrato in Europa. Tra pochi giorni le vittime di quel disastro metteranno per la prima volta piede all’interno dei capannoni. L’occasione è un concerto in memoria degli operai che in quell’area hanno lavorato. Per anni l’azienda ha operato fuori da ogni regola, riversando nel sottosuolo sostanze che hanno inquinato la falda. Gli abitanti della zona cominciarono ad accorgersene quindici anni fa, con le casalinghe del paese che, come novelle Erin Brockovich, denunciavano le margherite «mutanti» che crescevano, orribili, nei giardini delle loro case. Poi sono arrivati i morti: una ventina i casi sospetti, tre gli ex operai uccisi da patologie ai polmoni che lo scorso anno sono costati ai vertici della società la condanna in Appello per omicidio colposo.

La tragedia ha segnato l’intera comunità. E ancora non smette di minacciare tutto ciò che circonda quella fabbrica maledetta, anche oggi che la «Tricom Galvanica Pm» non esiste più e al suo posto ci sono dei capannoni-fantasma all’interno dei quali lavorano tecnici con la mascherina, incaricati di trovare una soluzione all’inquinamento della falda. Perché quell’acqua mostrata ieri dal sindaco, nel corso del primo sopralluogo dopo anni in cui l’area è rimasta off-limits, contiene 300.000 microgrammi di cromo esavalente per litro quando il limite di legge è di 5 microgrammi. Il terreno sottostante è colorato d’ocra. Perfino le rocce, il calcare e il granito sono diventati gialli. Nel 2004 è stata creata una barriera idraulica che isola la parte della falda vittima delle infiltrazioni di cromo in modo tale che, più a valle, si possa continuare a prelevare l’acqua non inquinata, che va ad alimentare i pozzi privati ma anche l’acquedotto. «Questo sistema ci costa 400mila euro l’anno, finanziati dalla Regione, oltre a duemila euro al mese di energia elettrica che sono invece a carico del Comune», spiega Lago. Finora ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia di Vicenza e Ato, hanno finanziato con sei milioni di euro il primo stralcio della bonifica.

«Quei soldi non basteranno», taglia corto l’europarlamentare bassanese Mara Bizzotto. Il problema è che, essendo un caso unico al mondo, si sta procedendo per tentativi. Due le sperimentazioni avviate. La prima prevede di costruire un sarcofago di cemento spesso due metri che isoli la parte superiore della falda per impedire alle sostanze che contaminano il terreno di continuare ad avvelenare l’acqua. L’altra, punta a «purificare» l’area con un gas in grado di cambiare la formulazione chimica del cromo. «Tra un anno sapremo quale tecnica è più efficace», dice Lago. Ma il costo della bonifica vera e propria varierà tra i sei e i venti milioni di euro. «Sono tanti, in un periodo di crisi. Ma non possiamo correre il rischio che lo Stato si dimentichi di noi», chiosa il sindaco. E allora, per tenere accesi i riflettori sul disastro ecologico che incombe sul suo paese, ha organizzato un Concerto del Primo Maggio al quale parteciperanno anche i familiari delle vittime che, per la prima volta, rimetteranno piede nell’azienda che ha ucciso i loro cari. Novanta minuti sulle note del pianista Paolo Zanarella, che suonerà nella fabbrica degli orrori, all’interno di quei capannoni che, per un giorno, riapriranno al pubblico (senza alcun rischio per la salute). «A mio padre piaceva la musica», ricorda Silvio Bonan, figlio di uno dei tre operai morti. «Questo concerto sarà un modo per onorare tutte le persone che qui hanno lavorato con onestà e impegno».

Andrea Priante

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/24-aprile-2013/concerto-la-bonifica-parenti-vittime-fabbrica-orrori-212822418024.shtml

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