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Economia

L’ultimo atto della crisi: capannoni scoperchiati per pagare meno tasse

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 Pubblicato da: ilgiornale.it il 7/7/2014 di Nino Materi

 

Un capannone senza tetto come metafora di un’imprenditoria senza speranza. Senza fiducia nel proprio Paese. Un brutto sentimento. Che lacera anima e cervello. Quando si arriva a «scoperchiare» il proprio capannone per ridurre il peso dell’Imu, vuol dire che si è allo stremo. E allo stremo sono in tanti, in una nazione che non capisce. O finge di non capire. I giornali del Nord Est sul tema hanno le antenne sensibili. E così, battendo palmo a palmo gli uffici comunali, è venuto fuori che negli ultimi tre anni si sono moltiplicate le domande per le «rimozione delle coperture apicali» (la burocrazia i tetti dei capannoni li chiama così: «coperture apicali»). Per ottenere il nullaosta, il «richiedente» deve dimostrare che l’azienda è in uno stato di «grave sofferenza», tale da pregiudicarne «in toto o in parte la produttività». Che sono esattamente le condizioni in cui versano ormai migliaia di ditte. Ciò fatto si dovrebbe ottenere (con la burocrazia il condizionale è sempre d’obbligo) dall’«ufficio preposto» il via libera alla «rimozione» del tetto del capannone. Una «menomazione» che implica la «decurtazione» dell’Imu…

http://www.ilgiornale.it/news/interni/bloccata2-1035149.html


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